| "La
servitù, ahimè, non è più quella di un tempo!": vecchia litania tornata
alla mente dei settanta superselezionati ospiti invitati al debutto
romano in società di Giorgio Fossa, presidente della Confindustria.
Un dinner party elegante ma funestato da un servizio così disastroso
non si era mai visto. All'inizio tutto sembrava perfetto agli occhi
del gotha dell'imprenditoria: Cesare Romiti, Giampiero Pesenti, Innocenzo
Cipolletta, Luca Cordero di Montezemolo, Luigi Lucchini, Benito Benedini,
Emma Marcegaglia, Guidalberto Guidi, Diego Della Valle, Antonio D'Amato,
più il sindaco di Roma Francesco Rutelli con la moglie Barbara. Di
grande effetto la terrazza della foresteria della Confindustria, in
Via Veneto, addobbata con alberi di limoni, centritavola di albicocche,
tovaglie color avorio antico. Come l'abito lungo della padrona di
casa, Maria Laura Fossa, bionda e abbronzata, che raccontava con orgoglio
che quello era proprio il suo vestito di nozze: infatti la signora
e il consorte festeggiavano anche il ventiduesimo |

anniversario
di matrimonio. Raffinato il menu, curato da un famoso ristorante
romano, Le Jardin di Amedeo Ottaviani (due stelle Michelin): gnocchetti
di spinaci e fiori di zucca, spigola al vapore in salsa di zafferano,
semifreddo allo zabaione. Eppure, già agli aperitivi si respirava
un'atmosfera di stupore e crescente imbarazzo: vassoi di tartine
piazzati con sgradevole insistenza sotto il mento di Cipolletta
e Rutelli, bicchieri vuoti serviti a Marcegaglia e Montezemolo,
piatti rovesciati con fracasso sui piedi di Pesenti. E meno male
che Giovanni Agnelli aveva dato forfait all'ultimo minuto: chissà
che cosa avrebbe pensato. La cena è stata tutto un crescendo di
strappi all'etichetta: mezz'ora da parte dei camerieri per decantare
le qualità del vino agli ospiti assetati, litigi, piatti ritirati
prima del tempo, cucchiai dal manico retrattile e scivoloso. Una
specie di Hollywood party.
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Finché
un domestico ha cercato, con una specie di spatola, di massaggiare
la schiena di Lucchini. Troppo. E si è capito che non poteva essere
vero. Infatti si trattava di uno scherzo, una cosa mai vista nei
salotti romani; ma, pare, di antica tradizione nella Mitteleuropa,
soprattutto a Vienna dove la gag ha avuto molto successo. Maria
Laura Fossa aveva ingaggiato un gruppo di attori milanesi, i Funny
Waiters (Buffi camerieri), specializzati nei trasformare serate
formali in eventi a sorpresa. Una novità che ora sta prendendo piede
a Milano."All'inizio eravamo stupefatti, poi ci siamo divertiti.
E alla fine tutti volevano l'indirizzo dei finti camerieri. Sarà
sicuramente la nuova moda" assicura Montezemolo. Una profezia che
però fa arricciare il naso di Donatella Pecci Blunt, una delle regine
dei salotti romani. La contessa è seriamente indignata: "Stento
a credere che si possano fare ricevimenti così. Non li ho mai visti,
non li ho mai fatti e mai li farò".
Marcella
Leone
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